Biografia

Nello studio di Zoagli (anni '50).

Pierluigi Lavagnino nasce a Chiavari il 22 ottobre 1933. L'infanzia viene segnata dagli avvenimenti drammatici della guerra. Frequenta il Liceo Artistico di Genova e dai primi anni Cinquanta inizia a dipingere.

Nel 1953 trascorre alcuni mesi in Francia, soggiornando a Parigi, Antibes e Aix-En-Provences. Entra in contatto con i dipinti impressionisti - cominciando così la lunga e proficua meditazione sull'opera di Monet e Cézanne - e con quelli di Fautrier, De Staël e Courbet. Se, a questi nomi, si aggiungono quelli di Morandi e di Braque, e le appassionate letture soprattutto di Proust e di Pavese, si ha un quadro dell'educazione culturale giovanile dell'artista.

Nel 1956 Lavagnino si trasferisce a Milano, il cuore dell'arte italiana del periodo. Frequenta da subito l'ambiente della Galleria del Milione, conoscendo Morlotti e Birolli, il quale nel 1958 gli organizza la prima mostra alla Galleria Montenapoleone, assieme ad alcuni altri giovani.

Nuove amicizie (Manzoni, Milani, Chighine, Guenzi, Della Torre, Olivieri, Forgioli, Savinio, Ossola) e nuove suggestioni (ancora Fautrier e De Staël, Turner e gli Olandesi del Seicento, con i loro cieli, Morandi e Morlotti, gli espressionisti astratti americani, in pittura e le letture di Bergson e Svevo) segnano la sua sensibilità umana e la sua rigorosa solitaria ricerca pittorica.

Intanto, nel 1959, Lavagnino ha tenuto la sua prima personale alla Galleria Senatore di Stuttgart; espone poi in mostre di tendenza in gallerie private e pubbliche.

Nello studio di via Monti a Milano (anni '80).

Nel 1961 soggiorna, per un anno circa, ad Antibes e compie successivamente viaggi, per visitare musei e mostre, in Francia, Olanda, Belgio, USA, Germania e Svizzera: testimonianza del bisogno costante di rinsaldare il legame con la tradizione della pittura. Nel 1966 è invitato da Nello Ponente, con un gruppo di opere, alla Biennale di Venezia. Si susseguono allora le mostre personali (tra le altre, alla Galleria il Milione di Gino Ghiringhelli, alla Galleria Documenta di Torino, alla Galleria Bergamini, alla Bottega d'Arte di Acqui Terme, alla Galleria Bambaia di Busto Arsizio, alla Galleria Centofiorini di Civitanova Marche) e di gruppo ("l'Opera dipinta" a Parma e Milano nel 1982; "Le Strade: 10 pittori a Milano" a Parma nel 1989, entrambe a cura di Arturo Carlo Quintavalle) di particolare rilievo, con presentazione di critici quali, tra gli altri, Tassi, Fagone, Bruno, Russoli, Carluccio, Zeno, Birolli, Crespi, Quintavalle, Bellocchio, D'Amico, Goldin, Pontiggia, Spadoni, Tedeschi, Zanbianchi.

Nel 1992 la Provincia di Reggio Emilia e il Comune di Cavriago organizzano la sua prima grande mostra antologica, nel Teatro Valli di Reggio (dipinti ad olio) e nella Sala Comunale delle Esposizioni di Cavriago (acquerelli e disegni). Debbono essere ricordate negli anni Novanta le partecipazioni a mostre di gruppo: a cura di Sandro Parmiggiani: "Elogio della Pittura" a Cavriago 1994 - "Anteprima" a Palazzo Magnani 1998 - A cura di Marco Goldin: "Paesaggi Italiani" 1991 - "L'opera su carta" 1994 - "Pittura come Pittura" 1995 - "Da Monet a Morandi, paesaggi dello Spirito" 1997 - "Da Fattori a Burri" 1998 - "Elogio del Pastello" 1999.

Pierluigi Lavagnino muore a Milano, nel suo studio, il 7 febbraio 1999.